Onicectomia a Brescia
asportazione parziale o totale della lamina ungueale

TELEFONA

+39 335 6065167

WHATSAPP

Manda un messaggio

SCRIVICI

Per appuntamenti o informazioni

L’onicectomia è una procedura chirurgica che prevede la rimozione parziale o totale della lamina ungueale, cioè della parte dura e visibile dell’unghia. Non comporta necessariamente l’asportazione della matrice, la struttura dalla quale origina la crescita ungueale. Quando viene trattata anche la matrice si parla di matricectomia, eseguita con l’obiettivo di ridurre o impedire la ricrescita della porzione interessata.

Presso la sede di Brescia, il dottor Alberto G. Riboldi riceve su appuntamento le persone che devono valutare un problema dell’unghia della mano o del piede. La visita permette di distinguere le condizioni trattabili chirurgicamente da quelle che richiedono un inquadramento dermatologico, podologico o infettivologico.

Quando può essere valutata un’onicectomia

La rimozione della lamina ungueale non è necessaria per ogni alterazione dell’unghia. L’indicazione dipende dalla causa, dai sintomi, dalla sede, dall’estensione e dalla risposta ai trattamenti già eseguiti. Quando è sufficiente esporre o trattare soltanto la porzione interessata, viene generalmente preferita un’onicectomia parziale.
L’onicectomia può essere valutata in presenza di:

  • unghia incarnita, chiamata anche onicocriptosi, persistente o recidivante;
  • dolore, infiammazione o infezioni ricorrenti dei tessuti periungueali;
  • unghia deformata, ispessita o fortemente incurvata;
  • retronichia o crescita anomala della lamina, in relazione alla gravità, alla fase clinica e alla risposta a eventuali trattamenti conservativi;
  • danni conseguenti a traumi;
  • necessità di esporre il letto o la matrice per eseguire una biopsia mirata o un’altra procedura diagnostica o terapeutica;
  • alterazioni sospette della lamina o delle strutture sottostanti che richiedano un approfondimento diagnostico ed eventualmente una biopsia mirata.

L’onicectomia non rappresenta automaticamente il trattamento di ogni onicomicosi o malattia infiammatoria dell’unghia. Nell’onicomicosi la rimozione della lamina viene considerata soltanto in situazioni selezionate e generalmente nell’ambito di un trattamento definito in base alla conferma diagnostica e all’estensione dell’infezione. La sola rimozione può non eliminare la causa.

Onicectomia Brescia | Dott. Riboldi
Onicectomia Brescia | Dott. Riboldi

Onicectomia parziale e totale

La procedura viene scelta in base alla porzione dell’unghia interessata e all’obiettivo del trattamento.

Onicectomia parziale

L’onicectomia parziale rimuove soltanto una parte della lamina, generalmente lungo uno dei margini laterali. Viene spesso considerata per l’unghia incarnita quando il bordo penetra o esercita pressione sui tessuti circostanti.
Dopo la procedura l’unghia può risultare più stretta. Se la matrice corrispondente viene conservata, la porzione rimossa può ricrescere; quando viene eseguita una matricectomia laterale, l’obiettivo è limitarne la ricomparsa, senza poter escludere completamente la ricrescita o la recidiva.

Onicectomia totale

L’onicectomia totale comporta la rimozione dell’intera lamina ungueale. Può essere valutata in casi selezionati, quando l’estensione della patologia o la necessità di esaminare e trattare le strutture sottostanti non consentono una rimozione limitata alla sola porzione interessata.
La rimozione totale della lamina non implica necessariamente che l’unghia non ricresca. La ricrescita dipende dalle condizioni della matrice e dall’eventuale trattamento eseguito su di essa.

Onicectomia e matricectomia

Onicectomia e matricectomia non sono sinonimi. La prima interessa la lamina ungueale; la seconda tratta una parte o la totalità della matrice per limitare o impedire la produzione di nuova unghia.
La matricectomia può essere eseguita chirurgicamente oppure mediante ablazione chimica della porzione di matrice interessata. Può essere parziale, lasciando un’unghia più stretta, oppure totale. La scelta deve considerare diagnosi, probabilità di recidiva, anatomia e conseguenze permanenti sull’aspetto dell’unghia.

La visita per l’onicectomia a Brescia

Durante la visita, il dottor Alberto G. Riboldi valuta clinicamente la lamina, le pieghe periungueali e l’intero apparato ungueale, definendo quando siano necessari ulteriori esami o l’esposizione del letto o della matrice. Vengono considerati dolore, secrezioni, tessuto infiammatorio, deformità e precedenti episodi.
La valutazione comprende salute generale, terapie, allergie, disturbi della coagulazione, diabete, neuropatie, problemi circolatori, precedenti interventi e abitudine al fumo. Questi elementi non rappresentano automaticamente controindicazioni, ma possono influenzare perfusione, sensibilità, capacità di guarigione, rischio di infezione e indicazione alla procedura.
Pigmentazioni recenti o in modificazione, noduli, ulcerazioni, sanguinamenti non spiegati o alterazioni persistenti possono richiedere una valutazione dermatologica, dermoscopica e, quando indicato, una biopsia mirata prima di definire il trattamento.

Come si svolge l’intervento

La procedura viene generalmente eseguita in anestesia locale. Dopo aver separato la porzione interessata dai tessuti sottostanti, il chirurgo rimuove parte o tutta la lamina e tratta, quando indicato, la matrice o i tessuti periungueali.
La lamina o i tessuti prelevati possono essere sottoposti a esame microbiologico, micologico o istologico in base al sospetto diagnostico. Le lesioni del letto o della matrice possono richiedere una biopsia mirata della struttura interessata. Al termine viene applicata una medicazione, mentre la necessità di suture dipende dalla tecnica.

Il periodo successivo all’onicectomia

Dopo l’intervento possono comparire dolore, gonfiore, lieve sanguinamento ed essudazione dalla sede trattata. Medicazioni e controlli vengono definiti in relazione alla procedura e all’evoluzione della ferita.
Quando la matrice viene conservata, l’unghia può ricrescere lentamente e assumere inizialmente un aspetto irregolare. Un danno patologico, traumatico o chirurgico della matrice può determinare ricrescita incompleta, assente o deformata.

Possibili rischi dell’onicectomia

Tra i possibili rischi rientrano sanguinamento, ematoma, infezione, dolore persistente, ritardi di guarigione, alterazioni temporanee o persistenti della sensibilità e reazioni ai materiali o alle sostanze utilizzati.
Possono inoltre verificarsi ricrescita di frammenti o speroni ungueali, soprattutto quando una porzione della matrice rimane attiva, recidiva dell’onicocriptosi, restringimento, disallineamento, divisione o deformità permanente della lamina e risultato estetico non soddisfacente.
Dopo una matricectomia chimica possono verificarsi irritazione o danno dei tessuti circostanti, secrezione prolungata e ritardo della guarigione. Diabete, neuropatie, disturbi circolatori e fumo possono aumentare il rischio di problemi di guarigione o infezione e devono essere valutati attentamente. Ulteriori trattamenti possono rendersi necessari in caso di recidiva, infezione, ricrescita anomala o diagnosi differente da quella inizialmente ipotizzata.

Richiedere una visita per l’onicectomia a Brescia

Chi deve valutare un’onicectomia può richiedere una visita presso la sede di Brescia per ricevere informazioni su diagnosi, rimozione parziale o totale, eventuale matricectomia, guarigione, rischi e possibilità di ricrescita.

Domande frequenti sull’onicectomia

Non necessariamente. Se la matrice viene conservata, l’unghia può ricrescere. Per limitarne o impedirne la ricrescita deve essere valutato un trattamento della matrice.
No. Quando possibile viene rimossa soltanto la porzione necessaria. L’onicectomia totale è riservata a casi selezionati in base a diagnosi, estensione e obiettivo.
Può trattare la porzione responsabile dei sintomi, ma la recidiva rimane possibile, soprattutto se la matrice responsabile della crescita resta attiva. Nei casi selezionati può essere associata a matricectomia.
Non può essere garantito. La forma dipende dalle condizioni della matrice, dalla patologia iniziale e dalla guarigione.
Non automaticamente. La diagnosi deve essere confermata e la rimozione viene considerata soltanto in casi selezionati, nell’ambito di un trattamento definito in base all’estensione dell’infezione.